Cos’è la curcuma
La curcuma è una spezia ottenuta dal rizoma della Curcuma longa, pianta della famiglia delle Zingiberaceae. È utilizzata sia in cucina sia in ambito erboristico e fitoterapico, soprattutto per il contenuto di curcumina, il suo principale composto bioattivo.
A cosa serve
Alla curcuma vengono attribuite soprattutto proprietà:
- Digestive (azione eupeptica, coleretica e colagoga).
- Antinfiammatorie e antiossidanti, osservate principalmente in studi sperimentali.
- Di supporto al benessere articolare e all’equilibrio dei processi infiammatori.
Benefici: cosa dice la ricerca
I benefici della curcuma sono legati ai curcuminoidi, in particolare alla curcumina, che può:
- Contribuire a contrastare i processi ossidativi.
- Modulare i meccanismi dell’infiammazione.
- E’ oggetto di studi preliminari anche per un possibile ruolo antitumorale (sono necessarie ulteriori conferme scientifiche).
Attenzione a rischi e controindicazioni
La curcuma non è priva di effetti indesiderati, soprattutto sotto forma di integratori. Va evitata o usata con cautela in caso di:
- Calcoli biliari o patologie epatiche;
- Iperacidità o ulcera gastrica;
- Assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti;
- Gravidanza e allattamento.
Un aspetto importante: l’assorbimento
La curcumina ha una bassa biodisponibilità. L’assorbimento può migliorare se assunta insieme a piperina (pepe nero) o in formulazioni specifiche, ma questo non elimina i possibili rischi.
Prima di assumere curcuma o integratori a base di curcumina è sempre consigliabile parlare con il medico.
Che cos’è la curcuma?
Curcuma è il nome comune con cui si indica sia la pianta Curcuma longa L., sia la spezia che si ottiene dalla lavorazione del suo rizoma. Conosciuta anche come zafferano delle Indie o turmerico (dal termine inglese turmeric), appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa dello zenzero.
Si tratta di una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia meridionale, dove è ampiamente coltivata e utilizzata da secoli. In questi Paesi la curcuma rappresenta non solo un ingrediente fondamentale della tradizione culinaria, ma anche una pianta di largo impiego nella pratica erboristica e fitoterapica.
Negli ultimi anni, la curcuma ha trovato una diffusione crescente anche in Occidente. Oltre all’uso in cucina, viene infatti apprezzata per le proprietà che le vengono attribuite in ambito fitoterapico, riconducibili in larga parte alla presenza della curcumina, uno dei principali composti bioattivi contenuti nel rizoma.
Parti usate e costituenti chimici
La parte della curcuma impiegata a scopo erboristico e fitoterapico coincide con quella utilizzata anche in ambito alimentare: il rizoma. Dopo la raccolta, il rizoma viene sottoposto a un processo di bollitura, successivamente essiccato e infine polverizzato. Da questa materia prima si ottengono estratti che vengono titolati e standardizzati in principi attivi, destinati alla formulazione di integratori alimentari.
Dal punto di vista chimico, il rizoma di curcuma è caratterizzato dalla presenza di diversi composti, tra cui spiccano:
- Olio volatile, costituito principalmente da alfa- e beta-turmerone, responsabili del caratteristico aroma della curcuma, insieme ad altri componenti come artumerone, alfa- e gamma-atlantone, curlone, zingiberene e curcumolo;
- Curcuminoidi, un gruppo di polifenoli che comprende la curcumina, la demetossi-curcumina e la bidemetossi-curcumina;
- Amido.
La composizione chimica del rizoma è alla base delle proprietà attribuite alla curcuma e dei suoi impieghi in ambito fitoterapico.
Quali sono proprietà e benefici della curcuma?
Alla curcuma vengono attribuite numerose proprietà, riconducibili principalmente ai componenti dell’olio volatile e ai curcuminoidi presenti nel rizoma, in particolare alla curcumina. È a questi composti che si devono i principali effetti biologici osservati negli estratti di curcuma.
Tradizionalmente, alla curcuma e ai suoi derivati vengono ascritte proprietà eupeptiche, colagoghe e coleretiche, oltre a un’azione di contrasto alla formazione di gas intestinali. Per questo motivo, il suo utilizzo è spesso associato al supporto della funzione digestiva.
Oltre a questi effetti, l’olio volatile e la curcumina hanno mostrato ulteriori proprietà di interesse, emerse da studi condotti in vitro. In particolare, sono state osservate:
- Proprietà antinfiammatorie, che sembrano essere legate alla capacità della curcumina di inibire la produzione di leucotrieni e di modulare la sintesi delle prostaglandine, alcune delle quali svolgono un ruolo chiave nei processi infiammatori;
- Proprietà antiossidanti, attribuite alla presenza dei polifenoli curcuminoidi.
Negli ultimi anni, numerose ricerche si sono inoltre concentrate sulle potenziali proprietà antitumorali della curcumina. In base ai risultati ottenuti in ambito sperimentale, questo composto sembrerebbe in grado di esercitare un’azione antineoplastica attraverso l’inibizione dell’espressione di specifici geni proto-oncogeni e la modulazione dell’attività di alcune protein-chinasi coinvolte nei meccanismi di sviluppo e crescita tumorale. Tuttavia, ulteriori studi e ricerche approfondite sono necessari.


























